14 fra i più venduti software antivirus sono vulnerabili

Le case produttrici tendono a trascurare il problema che, a detta dei ricercatori, consentirebbe ad hacker e malintenzionati di sfruttare bug noti per bucare le difese

L’allarme è stato lanciato da Joxean Koret, ricercatore presso l’azienda di sicurezza informatica COSEINC di Singapore: 14 dei più diffusi software antivirus presenti sul mercato presentano vulnerabilità intrinseche nel loro codice, sfruttabili in locale e da remoto per penetrare le difese e prendere possesso delle macchine su cui sono installati.

Il problema, a detta di Koret, risiede in larga parte nell’abitudine delle case produttrici di realizzare i software antivirus con codici antiquati, derivanti dal buon vecchio C, e dal fatto che per funzionare richiedono all’utente una lunga serie di privilegi e permessi. La presenza di un bug nel codice, di conseguenza, permetterebbe a un malintenzionato di assumere a sua volta i privilegi e i permessi di sistema e di “bucare” in maniera evidente il computer bersaglio, trovandosi già in possesso dei permessi di root.

Ad aggravare il panorama, il ricercatore ha rilevato come le maggiori case produttrici di software antivirus siano solite distribuire i propri aggiornamenti attraverso protocolli http non cifrati, usando porzioni di vecchio codice sui quali non vengono eseguiti comunemente tutti quei test di sicurezza e di “fuzzing” indispensabili per stressare il codice sorgente mettendolo alla prova di fronte ad attacchi simulati.

In questo modo, più un antivirus risulta essere ricco di funzionalità aggiuntive più l’utente risulta esposto al pericolo di attacchi informatici, allargando la superficie sulla quale è possibile sferrare un attacco. Il rischio più grande, sempre a detta di Koret, è che un hacker possa lanciare un attacco del tipo “man in the middle” senza che l’utente possa accorgersi di nulla, prendendo il pieno possesso del sistema operativo sfruttando i permessi di root che quasi sempre caratterizzano gli antivirus più diffusi in commercio.

Da qui, una considerazione allarmante: i motori degli antivirus sono vulnerabili agli attacchi 0-day (le vulnerabilità non note, per le quali non sono ancora stati rilasciate opportune patch o aggiornamenti) esattamente come i programmi che tentano di proteggere. Uno scenario allarmante che il ricercatore ha descritto dettagliatamente nel corso dell’ultimo Syscan 360 e riassunto in questo documento.

Recensione – Non Essere Cattivo

Uscito nel settembre dello scorso anno, dopo una lunga fase di gestazione, Non Essere Cattivo chiude l’ideale trilogia di Claudio Caligari iniziata con Amore Tossico e proseguita con L’odore della Notte. L’apertura del film vuole, appunto, sottolineare questa linea di continuità: litorale romano, ultimi giorni d’estate, un ragazzo mangia un cono gelato, sul volto i segni di una vita difficile. Sullo sfondo c’è ancora Ostia, l’aria di periferia e l’odore del mare, adesso però siamo a metà degli anni ’90, accanto a Cesare c’è un amico, di più, un fratello perché quando quella che si condivide non è solo la vita ma la sopravvivenza i rapporti di amicizia si fanno più stretti di quelli di sangue. 

Cesare e Vittorio sono cresciuti insieme, facendosi forza l’un l’altro mentre la prospettiva di un futuro si rivelava per entrambi sempre più lontana. L’adolescenza è passata nell’oblio delle droghe, sostentata da piccole attività criminali sempre in attesa di una “svorta”. Poi però si cresce, la vita non fa sconti e spesso il prezzo che paghi per gli sbagli commessi sembra essere davvero troppo alto. Se Vittorio cerca di guardare avanti, trovare un lavoro e una brava ragazza, Cesare ha cicatrici ancora aperte: una sorella che non ce l’ha fatta e una nipotina malata di Aids che gli ricorda l’impossibilità di affrancarsi dal passato. Il disperato ottimismo di Vittorio lo farà sentire ancora più solo, gettandolo in un vortice di abbandono e stordimento. Anche lui cercherà in una ragazza la via di fuga dalle sabbie mobili in cui affonda, ma semplicemente per alcuni non può funzionare. A Cesare la vita non ha concesso nulla, quella che conduce è l’unica esistenza possibile, quella in cui ti va bene se riesci a restare vivo.

L’ultimo lavoro di Caligari è un film doloroso, in precario equilibrio tra realismo e melodramma, tra durezza e poesia. Le atmosfere pasoliniane aiutano a raccontare un’umanità sfinita, sballata, imprigionata. Sono vite al margine, che brillano per la loro autenticità e per la ricchezza di sentimenti, l’unico tipo di ricchezza che possono permettersi. Le scene rapide dell’abuso si scontrano con quelle rallentate della fatica di vivere, i protagonisti non sono cattivi, ma semplicemente imperfetti come tutti. Lo stile documentaristico, cifra stilistica di Caligari, riesce però sempre a velarsi di poesia; lo sguardo che ci guida può sembrare distaccato, ma ci fa cogliere i dettagli più efficaci per raccontare il dramma, l’assenza di scelta, la mancanza di possibilità. Con le sue 16 candidature ai David di Donatello, tra cui quella a Marinelli per la sua potente interpretazione di Cesare, il film vede riconosciuti tutti i suoi sforzi, non possiamo purtroppo dire lo stesso per Caligari, venuto a mancare poco prima dell’uscita di Non essere cattivo.

Donne: Cosa non fare/dire mentre fate Sesso!

Soprattutto le donne, quante pare mentali si fanno a letto? Anche gli uomini è vero, se vanno troppo veloce, troppo piano, se dureranno quanto devono… ma le donne, oh mio Dio aiutatemi a dire che sono pazze certe volte. Lo dico a ragion veduta, sono donna anche io. Comunque un gruppo di gente si è riunita su “Reddit” ed ha parlato degli inconvenienti avvenuti tra le lenzuola, alcuni sono ricorrenti pertanto fanno parte di una sorta di “Codice di cose da non fare a lettocome ad esempio:Evitare di ricordare che “è finito il latte” mentre siete sul più bello, parlare di argomenti non sessuali durante il sesso.. è controproducente, ammettere la propria infedeltà mentre si è ad un passo dall’orgasmo è proprio da stronze «La mia fidanzata mi cavalcava e a un certo punto ha urlato: “Ho un nuovo amanteeee”»

Una cosa da non sottovalutare è “ribaltare i ruoli” mentre lui mantiene l’eccitazione… quando lo vedete che sta lì tutto preso, è proprio il momento sbagliato. Quando fate un pompino, far sentire i denti non è eccitante, fa solo venire il terrore all’altro che possiate staccargli il pene. Un’altra cosa importante… studiare i film porno e riproporre scene simili con gemiti da attrice e pose studiatissime non fa eccitare proprio nessuno perchè non siete all’audizione di un film, si vede che siete false come una banconota da 1 euro ed in oltre gli uomini preferiscono suoni “reali“.

L’aria che esce dalla vagina durante i rapporti sessuali è del tutto naturale (soprattutto in determinate posizioni) quindi smettete di sentirvi imbarazzate, chi sa ridere di queste cose è molto sensuale. Un utente confessa: «Non capisco perché le donne si muovono avanti e indietro invece che su e giù. Questo movimento mi fa male alla base del pene, se lo fanno solo per stimolare il clitoride basta che lo dicano e ci pendo io con le mani».

Un altro racconta: «Avevo una fidanzata che godeva ad allargare la fessura del mio pene e ad infilarci dentro la lingua, come fosse una minuscola vagina. Non mi piaceva per niente». Infine, l’errore più importante di tutti: quando le donne parlano dei loro difetti tipo la ciccia o l’alito cattivo, o il nero anti estetico, o la smagliatura o lo smalto da rifare… In quel momento l’uomo pensa solamente “Ho il mio cazzo dentro di te e pensi che mi preoccupi dell’alito?